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Legge di bilancio 2023: cosa prevede? #adessonewsitalia

Finanziaria: tutte le misure contenute nella manovra di fine anno. Da quota 103 alla flat tax, dai bonus bollette ai nuovi limiti al reddito di cittadinanza. 

Si avvicina il momento del varo della legge di bilancio 2023, la cosiddetta manovra di fine anno: è la legge che contiene le misure più importanti dal punto di vista fiscale, sociale e previdenziale del nostro Paese. 

L’altro giorno, il Presidente del Consiglio Meloni ha illustrato ai capigruppo quali saranno le misure che verranno inserite nella finanziaria. Il tutto all’insegna della sobrietà e del rigore, ben lontano dalle promesse elettorali. Non ci sono le risorse per far fronte a una serie di impegni visto che il 70% delle risorse economiche verranno dedicate all’emergenza energetica

L’elenco delle misure esclude molti dei punti più controversi. Salta innanzitutto la voluntary discoluse sui capitali detenuti all’estero: una sorta di sanatoria che avrebbe dovuto garantire uno scudo penale a chi avrebbe fatto rientrare in Italia i soldi detenuti all’estero. 

Anche la pace fiscale viene azzoppata rispetto alle promesse. Viene invece prevista una indennità straordinaria a medici e infermieri del pronto soccorso.

Ma l’attenzione si è concentrata soprattutto sul reddito di cittadinanza. La scelta politica finale è ancora da assumere, ma è scontata la stretta sugli “occupabili”, ossia coloro che, pur disoccupati, hanno comunque la possibilità di lavorare. Il beneficio verrà negato al 26,5% degli attuali beneficiari.

Ecco quali sono le misure principali della legge di bilancio 2023.

Bollette della luce e bonus 

Come dicevamo il pacchetto energia assorbe la maggior parte delle risorse della legge di bilancio: gran parte dei fondi andrà per il sostegno a famiglie e alle imprese contro il caro energia. Vengono prorogati al primo trimestre 2023 gli sconti in bolletta già previsti dal governo Draghi; lo stesso vale per i crediti d’imposta per le imprese.

Il governo intende poi aumentare la tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche che passa dall’attuale 25% al 33%. L’extraprofitto verrà calcolato sull’utile anziché sul fatturato.

Azzeramento Iva sui beni di prima necessità

Il governo vuole togliere l’Iva su pane, pasta e latte. Invece per i prodotti per l’infanzia e gli assorbenti ricadrebbero passeranno all’aliquota agevolata del 5%.

Tregua fiscale

Saranno cancellati i debiti col fisco e con i Comuni fino a 1.000 euro per i quali sono state emesse cartelle esattoriali. Si tratta dei debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agente della Riscossione fino al 2015. Un condono, una sanatoria? Secondo il Governo no: si tratta di eliminare le partite per cui le spese per la riscossione sono più elevate rispetto agli introiti per le casse dello Stato e degli enti locali.

Lo stralcio riguarda il singolo debito di importo inferiore a mille euro. Per cui, se con una cartella vengono richiesti tre diversi importi, uno per bollo auto di 600 euro, uno di Iva di 500 e uno di Irpef di 300 euro, tutti e tre verranno cancellati, anche se l’importo complessivo della cartella è superiore.

Per i debiti iscritti a ruolo maggiori di mille euro si prevede il pagamento dell’intera imposta ma solo il 5% delle sanzioni e interessi. I versamenti saranno dilazionati in cinque anni. 

Svanisce, per problemi di copertura, la possibilità di una riproposizione del “saldo e stralcio” per i debiti tra i 1.000 e i 3.000 euro che era stata annunciata nelle settimane scorse.

La tregua fiscale non dovrebbe riguardare soltanto le cartelle. Si pensa di accordare, per le annualità 2019 e 2020, una riduzione drastica delle sanzioni conseguenti agli avvisi bonari inviati dall’Agenzia delle Entrate, applicando penalità amministrative del 5%, e concedendo due anni di tempo per scaglionare il pagamento. E ciò per venire incontro a chi, per causa della pandemia, non ha potuto pagare le tasse.

Amazon Tax

Si pensa all’introduzione di una Web Green Tax, anche chiamata Amazon Tax per colpire l’e-commerce effettuato con mezzi inquinanti. L’ipotesi è ancora incerta viste le difficoltà tecniche, legate al rischio di colpire le piccole imprese di trasporto che effettuano le consegne per le piattaforme del commercio elettronico invece delle multinazionali digitali. Il tutto in attesa che entri finalmente in vigore la Web Tax globale che dovrebbe colpire i big del web, Google, Meta e Amazon in prima linea. 

Cuneo fiscale

Veniamo al cuneo fiscale. Cos’è il cuneo fiscale? È quella parte della retribuzione che il datore di lavoro paga ogni mese per ciascun dipendente assunto ma che non finiscono nelle tasche di quest’ultimo ma allo Stato a titolo di imposte e di contributi, ossia per finanziare la previdenza. Più è altro il cuneo fiscale, ovviamente, meno conviene assumere (perché i costi del personale sono elevati), pur a fronte di uno stipendio basso per il lavoratore. Pensate che il costo di un dipendente è pari quasi al doppio di quanto quest’ultimo percepisce. In buona sostanza, per un dipendente che prende 1.500 euro il datore ne paga 3.000 euro in tutto di cui metà vanno allo Stato. 

Dunque il governo punta a confermare il taglio al cuneo fiscale che già era stato deciso da Draghi solo per il 2022. In che modo? Come sapete già il governo draghi lo aveva tagliato del 2%. Ora si parla di un taglio del 3% in favore dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35 mila euro.

In pratica questi soldi entreranno nelle tasche dei lavoratori anziché finire allo Stato. L’obiettivo è arrivare, in modo graduale, a un taglio del cuneo fiscale fino ad almeno il 5%: due terzi andrebbero al lavoratore e un terzo si tradurrebbe in un risparmio per le imprese. 

Premi di produzione

Oltre al cuneo, in manovra potrebbe trovare spazio anche un intervento per incentivare i premi di produttività. Oggi i premi sono tassati con una cedolare secca del 10% fino a 3mila euro annui, per redditi fino a 80mila euro. Le somme, come noto, sono riconosciute ai dipendenti al raggiungimento di incrementi di produttività. Il Governo sta pensando di dimezzare la tassa portandola dal 10 al 5%.

Bonus Tv e decoder

La legge di bilancio potrebbe rifinanziare per il 2023 il bonus tv e decoder varato in vista del passaggio al nuovo digitale terrestre. Il rifinanziamento è per due contributi già esistenti: 

  • per l’acquisto di televisione, previa rottamazione di un apparecchio non conforme, con l’erogazione di un solo contributo per nucleo familiare, pari al 20% della spesa fino a massimo 100 euro; 
  • per l’acquisto di apparecchi televisivi senza rottamazione o di decoder, con un contributo per i nuclei familiari con Isee fino a 20mila euro, pari a massimo 30 euro.

Flat Tax

La flat tax al 15% si estende. Oggi ne beneficiano le partite Iva con un reddito complessivo annuo non superiore a 65mila euro. Con la legge di bilancio andrà a chi ha un reddito fino a 85mila euro. Quindi, anche guadagnando di più si pagheranno sempre le stesse tasse.

Nel menù della manovra c’è poi la Flat Tax incrementale, riservata sempre ai lavoratori autonomi, che prevede un’aliquota al 15% per le differenze fra i redditi 2022 e il massimo registrato nei tre anni precedenti. Sembra non trovare posto in manovra la stessa previsione per i lavoratori dipendenti di cui si era parlato in precedenza.

Reddito di cittadinanza 

Come dicevamo, la manovra prevede una stretta sul reddito di cittadinanza, in particolare sui percettori che potenzialmente potrebbero lavorare, destinati a uscire gradualmente dal programma. In pratica per chi è abile al lavoro vengono previsti 18 mesi di reddito di cittadinanza con 6 mesi di stop e conseguente formazione e inserimento nel mondo del lavoro; poi una decalage di 12 mesi. Arriviamo a un percorso di 36 mesi di reddito e poi si esce.

Ci sarà poi un rafforzamento dei meccanismi di controllo e una verifica costante del fatto che i percettori vivano in Italia, con l’obbligo di presentarsi periodicamente presso i comuni.

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Limiti all’uso dei contanti

Dal 1° gennaio 2023 il tetto all’uso dei contanti doveva scendere a mille euro. Ora invece salirà a 5000 euro. Perché questo limite? Perché si crede che aumentando le possibilità di pagare in contanti aumenti anche il rischio di evasione fiscale. Un rischio però che secondo il Governo non c’è. 

100 euro in più dal quarto figlio

In Manovra viene previsto anche un aiuto economico per le famiglie numerose. Dal quarto figlio in poi e in caso di gemelli, l’assegno unico sarà aumentato di 100 euro al mese. Una cifra forfettaria che si aggiunge ai 100 euro che già attribuiti ai genitori con più figli a carico.

Ponte sullo stretto di Messina

Nella manovra di bilancio il governo proverà a riaprire l’eterno cartiere del Ponte sullo Stretto di Messina. Salvini vuole che con la legge di Bilancio sia riattivata la società che se ne dovrà occupare. Secondo il ministro, i lavori partiranno in questa legislatura e – ha aggiunto – servirà anche l’Alta velocità per arrivare a Reggio Calabria. L’obiettivo è partire con i lavori nell’arco di due anni.

Quanto ci vorrà per finire i lavori? Salvini ha detto che nessuno può promettere un ponte in 5 anni, soprattutto con un ponte a campata unica da 3,3 chilometri.  

Taglio detrazioni fiscali

Troppi bonus e detrazioni fiscali. Oggi chi ha un reddito fino a 120mila euro perde una parte delle detrazioni del 19% sulle spese mediche, istruzione e formazione universitaria, assicurazioni. E queste detrazioni vengono tolte definitivamente a chi raggiunge 200mila euro. La legge di bilancio ridurrà tali soglie: il taglio inizierà già nei confronti di chi ha un reddito di 60mila euro annui per arrivare all’azzeramento a 120mila euro.

Quota 103

Nella legge di bilancio troverà posto una agevolazione per andare in pensione prima. Si parla di Quota 103: dal 2023 sarà possibile accedere alla pensione anticipata con 62 anni d’età e 41 di contribuzione. Si potrà così andare in pensione con circa uno o due anni d’anticipo rispetto alla soglia ora prevista per la pensione anticipata. Quota 103 dovrebbe valere solo per il 2023, in attesa di una riforma complessiva.

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